DI GIORGIO MELE
Giorgio Mele
Quattro mesi fa ho scritto che la stella di Renzi si era alquanto offuscata e che il vento era cambiato. Il voto delle amministrative lo conferma. Nonostante gli affanni della Serracchiani e le bofonchiature dei suoi accoliti è difficile nascondere questa tendenza che il voto della grandi città amplifica e si rifletterà come un’onda nelle prossime settimane a partire dal referendum che ora è veramente incerto per il Premier. Ma per questi risultati non si devono ricercare le cause nei gufi, ma nelle politiche sbagliate e di destra su tutto, scuola, lavoro, ambiente, che le mance come gli 80 euro (che ora sembrano un boomerang) non possono coprire, anzi aggravano perché fanno mancare fondi dove veramente servono. E poi i risultati dell’economia disastrosi, come emergono in questi giorni. Ma veramente Renzi pensava che distruggendo tutto quello che c’era a sinistra egli si sarebbe salvato? Ha solo aperto le porte a Verdini e mandato milioni di persone nelle fauci della equivoca opposizione dei 5 stelle, senza prosciugare come pensava il centrodestra.
Insieme alla crisi del Pd il voto ci restituisce anche la crisi della sinistra che va di pari passo con quella del Partito Democratico sia dove è andata da sola sia dove è andata in coalizione con esso come a Milano. E questo perché  in questi anni la sinistra non ha mai riconquistato la sua autonomia, pure in presenza di un’evidente vocazione centrista del Pd, e si è presentata a queste elezioni con posizioni diverse e contrastanti senza una linea nazionale, un unico simbolo, un nuovo gruppo dirigente. Come si è visto a Roma, si è addirittura tentato di ostacolare la linea che veniva avanti con Fassina; e certo in condizioni tali era ed è difficile avere risultati eclatanti.
Per i ballottaggi ognuno è libero di fare quello che vuole, per quanto mi riguarda se l’analisi che ho fatto è giusta, penso che si combattano due concezioni della politica che non mi appartengono, anche se i 5 stelle imbarcano Verdini più come specchietto delle allodole che altro. E che per questo non avranno nessuna il mio voto.
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