DI LEONARDO MASELLA
Leonardo Masella
Su queste elezioni amministrative dirò cose che non dice nessuno, del tutto controcorrente.
L’esito di queste elezioni sono il risultato, come è inevitabile, di quello che è avvenuto negli ultimi 4-5 mesi. Negli ultimi 4-5 mesi il Pd e il governo sono stati colpiti (persino con un ministro dimessosi, abbiamo dimenticato ?) da numerosi scandali (l’hanno chiamata una “piccola Tangentopoli”) e da una campagna mediatica conseguente ben orchestrata e orientata, che ha teso per la prima volta a colpire il governo e ad aiutare il Movimento 5 Stelle. Quando personaggi come l’ex-direttore di La Repubblica, Eugenio Scalfari, e l’ex-direttore del Corriere della Sera e del Sole 24 Ore, Ferruccio De Bortoli, si schierano contro la riforma del Senato vuol dire che c’è qualcosa di grosso che si muove nei poteri forti rispetto a Renzi dopo averlo fatto diventare in fretta e furia, in due mesi e mezzo, segretario del Pd e poi presidente del Consiglio senza elezioni e buttando giù Letta. Se non capiamo che in Italia ormai, senza più nessuna forza critica e antagonista al sistema, sono i mass-media a orientare la cosiddetta opinione pubblica e anche il voto di massa (sia delle primarie che delle elezioni), non capiamo niente di quel che succede e che può succedere.
Datemi pure del complottista, ma secondo me i poteri forti (quelli veramente forti che dirigono da oltreoceano i nostri mass-media e pezzi dello Stato) pur non avendo ancora deciso di buttare giù la loro marionetta, hanno però voluto dare un segnale forte al nostro palloncino gonfiato, un segnale che (dietro le quinte del teatrino della politica che fanno vedere a noi) gli dice: guarda che se continui a disobbedirci ti possiamo buttare giù con uno schiocco di dita. Se non capiamo che siamo in una fase di guerra mondiale strisciante o “a pezzi” (come dice il Papa) e che quando c’è una guerra mondiale in corso (sia pure strisciante) tutto avviene, anche nei singoli Stati (di paesi della Nato !), in funzione di questa, siamo dei veri ingenui o completamente sprovveduti. La partita che si sta giocando nel mondo, in cui un paese come l’Italia è una pedina fondamentale, è lo scontro durissimo fra Usa e Russia, di cui le sanzioni alla Russia, il golpe in Ucraina, l’aggressione alla Siria e la costruzione dell’Isis, e molte altre cose che avvengono nel mondo (compresi i golpe giudiziari in Argentina e Brasile), sono parte integrante. Se un paese come l’Italia si schiera con Francia e Germania per eliminare le sanzioni alla Russia, il governo italiano va punito e intimidito, come furono colpiti, per ragioni internazionali non dichiarate (di cui noi mai siamo venuti a conoscenza), tanti altri governi del passato, persino il governo Berlusconi che fece l’accordo con Putin sul gasdotto.
Dire questa verità significa difendere il Pd ? Assolutamente no. Così come dire che Berlusconi fu colpito per ragioni internazionali non significa difendere il governo Berlusconi ! Il Pd è il principale partito della grande borghesia italiana, come la Merkel è la principale rappresentante della grande borghesia tedesca, e Hollande è il principale rappresentante, oggi, della grande borghesia francese. E quindi sono nostri avversari di classe. Ma le grandi borghesie europee oggi, sulla questione del rapporto con la Russia, sono prevalentemente in contrasto con la linea dell’Amministrazione americana (e che vedrà una pericolosissima escalation se verrà eletta la Clinton) che punta ad accrescere non solo le sanzioni ma anche la corsa agli armamenti e il confronto militare con la Russia, anche e soprattutto sul territorio europeo e a spese dell’Europa. Sono in contrasto non perché siano diventate buone o pacifiste, ma perché hanno interessi economici diversi da quelli degli Usa, vorrebbero commerciare con la Russia e la Cina e non fare la guerra permanente.
Detto questo sul Pd (dove la partita è aperta, perché è aperta e tutta in gioco la partita internazionale), faccio alcune riflessioni su di noi comunisti e sinistra, anche queste controcorrente soprattutto nelle conclusioni pratiche.
Tranne eccezioni (come Napoli), c’è una sconfitta pesante della sinistra (Airaudo, Basilio Rizzo, Fassina, ecc..) e si conferma contemporaneamente la scarsissima attrattiva elettorale dei simboli con la falce e martello, compresi i casi, come ad esempio Grosseto, dove è stato presentato il simbolo del PCI.
A proposito di Napoli però, il merito quasi totale del successo è dovuto al Sindaco De Magistris, ma non mi convince l’idea che si fa strada fra di noi che ci vorrebbe un capo carismatico-populista per far risorgere la sinistra. E’ una illusione-scorciatoia rispetto al vero, lungo e paziente lavoro di ri-radicamento sociale dei comunisti e della sinistra che ci sarebbe da fare e che non si fa proprio perchè si punta a queste continue illusioni. Il capo populista viene e crolla facilmente. E vorrei far notare che Rifondazione ha avuto già un grande capo populista ben più colto e attrezzato di De Magistris e abbiamo visto come è andata.
Per i comunisti e la sinistra la semina mai come oggi in Italia è una semina sociale. Solo dal sociale si può risalire alla politica e alla ripoliticizzazione di fasce (sia pure minoritarie) di lavoratori e popolari. Non per principio, ma per la situazione concreta italiana di oggi (nella sfiducia totale per la politica e in particolare per le esperienze politiche fallimentari fatte dai comunisti e dalla sinistra). Grillo può partire dalla politica perchè la sua politica è l’antipolitica e perché ancora non ha mai provato a governare; noi non possiamo, noi dobbiamo ripartire dalla semina sociale per ricostruire la nostra credibilità e fiducia popolare.
Come mai la sinistra non intercetta il dissenso dal Pd e invece lo intercetta Grillo ? Ve lo siete chiesti ? Perché la sinistra non è credibile come forza di cambiamento, perché la sinistra – diversamente dal M5S – ha già governato (vedi il governo Prodi) senza cambiare niente ma anzi fallendo e deludendo i propri elettori e quindi viene percepita come qualcosa di vecchio, di passato, di già visto e di poco credibile, mentre il M5Stelle è percepito come la novità coerente contro il sistema, quantomeno da mettere alla prova.
La sinistra e i comunisti devono ricostruire innanzitutto la loro credibilità. Queste elezioni confermano ulteriormente una cosa che vado dicendo da anni e che a me sembra la cosa più ovvia del mondo: senza una buona semina non ci potrà mai essere un buon raccolto. E la buona semina per ricostruire la credibilità è una semina sociale, un lavoro paziente di ri-radicamento sociale dei comunisti e della sinistra, per ricostruire la credibilità attraverso l’aiuto sociale concreto ai soggetti colpiti dalla crisi. Questa è l’unica strada per ricostruire la credibilità e consensi un po’ di massa e non solo degli attivisti. Ma questa è l’unica cosa che a sinistra nessuno, gruppo, gruppetto, partito, partitino, fa. Ecco perchè siamo tutti ridotti al lumicino.
In conclusione, quello che io propongo concretamente è di unire, con un coordinamento o un patto federativo, in cui ognuno mantenga la propria identità e autonomia, le forze di sinistra disponibili a dare vita ad una organizzazione comune di solidarietà sociale ai soggetti colpiti dalla crisi, in crescita vertiginosa, diramata sul territorio nazionale, di aiuto concreto, morale, informativo, legale, sindacale, ai lavoratori a rischio di licenziamento, a quelli licenziati (dopo la cancellazione dell’articolo 18), ai disoccupati, ai precari, agli immigrati, ai pensionati, ai lavoratori autonomi e ai piccoli imprenditori in crisi, agli sfrattati, a chi viene pignorata la casa, a chi non riesce a pagare l’affitto o il mutuo o le bollette per l’energia, eccetera. Una organizzazione strutturata e diramata sul territorio nazionale, innanzitutto nelle principali città dove più grandi e stridenti sono le contraddizioni sociali, con sedi e modalità accoglienti, moderne, informatizzate e comunicative che utilizzino tutte le potenzialità di internet e della rete. Assieme a questo lavoro comune, ogni forza potrà coltivare in piena autonomia il proprio progetto strategico, chi si dedicherà alla ricostruzione di un partito comunista, chi alla rinascita di un partito di sinistra, chi ad una soggettività di sinistra alternativa (progetti inevitabilmente di lungo periodo), ma tutti nell’ambito di un rapporto e di un contatto permanente con i nostri soggetti sociali di riferimento e soprattutto con la realtà.
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