La guerra dei numeri Pd-Grillo. Il Pd fa i suoi conti con la sconfitta elettorale e ingaggia una guerra di cifre con il Movimento 5 Stelle. Grillo, «Matteo cialtrone, noi i più votati». Dem contro Ballarò e Tg3. Civiltà cattolica apre: il voto a M5S va ascoltato.
La logica non è più una virtù, assieme alla buona coscienza. E nemmeno la matematica. Anche se è vero che i voti non si contano soltanto ma si pesano anche. Ma qui siamo apertamente ai trucchi contabili. Esempio, alle Politiche del 2013, contando solo i voti espressi in Italia e non della Circoscrizione estero, i Cinquestelle risultavano sopra di una spanna al Partito democratico. Voti veri letti male. Oggi,  senza contare le liste civiche vicine al Pd, il M5S dichiara di avere strappato all’avversario, per 3.000 voti, il vessillo di primo partito. «Con 956.552 voti il M5S si afferma come forza politica nazionale più votata alle Amministrative. Con 953.674 voti il Pd ottiene un risultato ben lontano da quello vaneggiato dal magico mondo di Renzie che parla del 40%». La polemica politica nopn favorisce la verità.
Bugia chiama bugia, e ognuno tira l’acqua al suo mulino, ammettendo che serva a qualcosa. I 1000 sindaci Pd vantati da Renzi sui 1300 è matematica d’azzardo già affondata. Ci riprova con numeri più credibili il presidente Pd, Matteo Orfini: al voto 24 Comuni capoluogo. Il Pd ne ha già vinti 3 e va al ballottaggio in 17. M5S in 6 Comuni non è riuscito a presentarsi, in 15 è fuori dai ballottaggi. Le verità a trance, come la pizza, dipende da quale parte scegli di leggere e citare. L’Istituto Cattaneo, citato abbondantemente da Orfini, segnala che rispetto al 2013 «il M5S cala e il centrosinistra cresce». Spiegano al Cattaneo: «Le perfomance del M5S alle Comunali e alle Regionali sono state quasi sempre meno brillanti che alle politiche. Ma le cose stanno cambiando. Il M5S si sta radicando … ».
Ma la «guerra dei numeri» tra Pd e M5S arriva anche a Ballarò, Raitre. Il deputato Michele Anzaldi, Pd, commissione parlamentare di vigilanza, dopo aver attaccato il Tg3 per un’intervista a Virginia Raggi, lamenta che la trasmissione di Massimo Giannini, con le tabelle preparate da Alessandra Ghisleri, ha messo in relazione le Amministrative 2016 e le Europee del 2014: «Scorrettezza, dati disomogenei». La piccola politica litiga sui i numeri, guarda al dito che indica, e dimentica di guardare alla luna. Il dato politico chiave -la luna- che coglie padre Francesco Occhetta, della rivista Civiltà cattolica: «Il voto del M5S va ascoltato e tenuto in seria considerazione». Che il consenso 5Stelle sia un palmo sopra o un palmo sotto al voto del Pd è bega interna da a pararsi il fondo pantaloni per la resa dei conti che verrà.
Il perché di tanta protesta elettorale antisistema invece riguarda tutti.
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