DI PIER VITTORIO BUFFA
Pier Vittorio Buffa
A Matteo Renzi è riuscita un’operazione eccezionale. In un paio d’anni da giovane che era è diventato vecchio, quasi da rottamare anche lui.
I giovani-giovani e le periferie delle grandi città hanno votato Cinque stelle.
Chi dà maggior credito al Pd, stando alle analisi di voto, sono gli anziani più agiati.
Il Pd non è più, o quasi non è più, il primo partito.
La risposta più forte di Renzi, a tutto questo, sembra, a tutt’oggi, quella di rinnegare l’alleanza con Denis Verdini. Altro che Prima Repubblica, come si dice in questi casi…
Un processo involutivo inarrestabile?
No, a patto che…
A patto che il Pd  torni a essere quello che non è da tempo. Un partito (o un movimento) capace di vivere dove vivono gli italiani. Non chiuso nei suoi palazzi.
A patto che il Pd non sia, e non dia più di sé, l’immagine di un partito di un uomo solo.
A patto che il Pd riesca a non togliere aria e forza a tutte le anime che cercano di convivere al suo interno.

 

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