DI CLAUDIA BALDINI
claudia baldini
Abbiamo un serio problema, molto serio. Come facciamo a convincere gli uomini che nessuno è proprietà di nessuno?
Solo al tempo degli schiavi il padrone aveva diritto di vita o di morte su di essi. Din don, la donna non è una schiava. La donna, come l’uomo può innamorarsi di un altro e fare delle scelte. Dolorose, si, se non condivise. Ma necessarie. Non è amore quello che vi fa uccidere la donna e, orrore degli orrori, anche i figli a volte. È rabbia di perdere un oggetto che doveva essere vostro, a meno che non volevate essere voi a cambiarlo.
Vi ci vuole uno davvero bravo. Andateci, prima di massacrare mogli, compagne e figli. Al primo sintomo di violenza, scappate e andate a farvi curare.
Ci vogliono le antenne, un allarme ed una vigilanza sociale in grado di scavalcare l’apatia e l’indifferenza e non sottovalutare anche piccoli segni di intolleranza verso iniziative autonome della compagna. Liti che si sentono spesso, non bisogna pensare sempre che saranno affari loro. Fino a giungere a donne bruciate e bambini uccisi; anche la polizia deve acquisire sensibilità maggiore, non limitarsi a ricevere una denuncia, ma convocare il compagno subito e farlo uscire di casa.
Questo intanto subito, allontanamento, poi si vedrà. E dare il via ad una campagna di sensibilizzazione volta al rispetto dell’altro e alla libertà reciproca. Una campagna verso le donne che incidano con la consapevolezza di questo problema nell’educazione dei figli maschi..
Vediamo che il problema si aggrava, significa che la società ha fatto passi indietro . Indietro le donne, nella concezione mistificatoria dei media, ritornata a oggetto immagine, e perciò considerata come tale dall’ uomo.
Muoviamoci tutti insieme donne e uomini per interrompere il massacro.

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