DI ANDREA GRASSO
andrea grasso
Dal 2 al 5 Giugno 2016 si è svolta alle Ciminiere di Catania la sesta edizione del Festival Internazionale del fumetto e della cultura pop, detto anche Etna Comics. Si tratta di una importante realtà che già da sei anni onora la città etnea della presenza di tanti addetti ai lavori più o meno celebri e che non ha nulla da invidiare ad altri festival più blasonati e affermati come Lucca Comics.
Per quattro giorni infatti lo spazio espositivo delle Ciminiere di Catania è diventato una sorta di Paradiso terrestre per tutti gli appassionati di fumetti e cartoni animati, potendo vantare un’affluenza totale di oltre 70000 visitatori; com’è facile immaginare la maggior parte del pubblico era composto da adolescenti o ragazzi poco più grandi, ma in realtà non mancavano adulti di ogni età, molti probabilmente in qualità di accompagnatori dei propri figli ma molti altri probabilmente coinvolti in prima persona, desiderosi di ritornare bambini e rivivere le emozioni sopite da anni che suscitano i personaggi di fantasia o che in realtà non sono mai cresciuti…
Praticamente a tutte le ore di apertura del festival di tutti e quattro i giorni i corridoi dello spazio espositivo sono stati pieni di orde di ragazzi vaganti da una sala all’altra per raggiungere un’attività, uno stand, una mostra, una conferenza o semplicemente per incontrare il proprio autore di fumetti preferito; per aggiungere spettacolo allo spettacolo, molti dei visitatori erano in versione cosplayer, ovvero vestiti, come se fosse Carnevale o Halloween, come il loro personaggio di fantasia preferito, dando spesso sfoggio di creatività (nel caso di vestiti realizzati con pochi mezzi ma molta fantasia) o agiatezza (nel caso contrario, ovvero di vestiti molto costosi).
E l’imbarazzo della scelta era davvero tanto, visto che in programma è stata messa tantissima carne al fuoco; in particolare interventi, dibattiti e conferenze si susseguivano di continuo, e per forza di cose molti in contemporanea fra loro in sale diverse, e quindi purtroppo era fisicamente impossibile seguire tutto.
Tra gli interventi che noi di Alganews siamo riusciti a seguire personalmente, segnaliamo: Massimo Lopez, che in qualità di doppiatore (è suo il recente ingaggio come voce di Homer Simpson in sostituzione del compianto Tonino Accolla, di cui fra l’altro ci rivela essere stato molto amico) svela alcuni divertenti retroscena in sala di doppiaggio, per poi concedersi ai suoi numerosi fan per foto ed autografi; un laboratorio di doppiaggio con Fabrizio Mazzotta (altra voce storica nei Simpson, ovvero Krusty il Klown, ma anche Eros di Pollon e Puffo Tontolone negli anni ’80), Maurizio Merluzzo, Gianandrea Muià e Andrea Rotolo, che si sono soffermati sui segreti del mestiere senza risparmiare qualche critica ai colleghi giapponesi; un dibattito con Silver, che ha parlato del suo popolarissimo Lupo Alberto e che alla fine dell’intervento si è fermato coi suoi ammiratori regalando a ognuno di loro un veloce ma apprezzatissimo schizzo di un suo personaggio insieme all’autografo; un workshop con Lorenza Di Sepio, giovane disegnatrice romana che ultimamente ha spopolato su Facebook con le divertenti vignette di Simple & Madama, che ha svelato al pubblico alcune tecniche e segreti del suo lavoro, utili agli addetti del mestiere o aspiranti tali; anche lei, se andata a trovare nel suo stand e con un suo libro in mano, regalava al possessore una veloce caricatura con dedica nello stile dei suoi personaggi.
Il fiore all’occhiello del Festival è stato senza dubbio il concerto di Cristina D’Avena, nella prima serata, che ha suscitato l’entusiasmo di chi da bambino seguiva e segue ancora le sigle dei cartoni animati da lei interpretate; superfluo dire che il numeroso pubblico in estasi conosceva ogni singola parola da lei cantata.
Al di là dei vari eventi, il Festival ha potuto vantare anche un ampio spazio di stand suddiviso in due piani dove reperire albi e libri di fumetti, giochi per tutte le consolle, DVD di cartoni animati, gadget di tutti i tipi, giochi e videogiochi vintage e chi più ne ha più ne metta, e dove trovare accanto agli autori più popolari e conosciuti, tra cui ad esempio Yumiko Igarashi, creatrice di Candy Candy, Georgie e Anna dai capelli rossi, anche gli autori emergenti che con molto entusiasmo presentavano ai visitatori le loro opere d’arte o i loro fumetti ancora semi-sconosciuti, o se vogliamo “di nicchia”. Anche in questi stand non è mancato il lato professionale accanto a quello prettamente ludico: due esempi su tutti, gli stand delle scuole fumettistiche di Catania e di Palermo offrivano consigli e indicazioni pratiche a chiunque volesse trasformare questo hobby in un mestiere.
Un altro fiore all’occhiello di questa edizione dell’Etna Comics sono state le mostre, in particolar modo quella dedicata a Dylan Dog: la presenza di una nutrita esposizione di copertine originali, tavole complete e bozzetti non rifiniti realizzati dal suo creatore grafico Claudio Villa ha sicuramente attirato sia gli appassionati del genere che i semplici curiosi.
A completare il tutto, le quattro giornate sono state riempite da tornei di giochi di tutti i tipi, dai giochi da tavolo come il buon vecchio Risiko e il più recente Perudo ai videogames per consolle ai laser game, senza dimenticare le sfilate dei cosplay, le ludoteche per i più piccoli, i laboratori di fumetti, la proiezione di alcuni film in tema, e ancora tanto altro.
In conclusione un’offerta davvero ampia e per tutti i gusti che è riuscita a coniugare il mondo del fumetto e dei cartoni in tutte le sue sfaccettature, e che senza dubbio inorgoglisce Catania, la città che ha ospitato il festival, rendendola protagonista della scena culturale fumettistica mondiale.
foto di Andrea Grasso.
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