DI MARISA CORAZZOL

(Nostra corrispondente a Parigi)

La CGT, lo storico sindacato francese, in collaborazione con FO, Solidaires, UNEF ed altri sindacati, compresi quello dei piloti di Air France, da  oltre due mesi ha intrapreso una vera e propria prova di forza contro il governo sulla legge « El Khomri » che intenderebbe riformare il welfare e che sarà discussa al Senato a partire dal 13 giugno e contro la quale sono tutti disposti ad andare fino in fondo, malgrado si sia già alla vigilia di’ “Euro 2016”.
L’evento sportivo che si svolgerà in Francia da oggi al 10 luglio, attende ben oltre due milioni di tifosi stranieri, con un traffico ferroviario  reso problematico dagli scioperi e che interessano,  praticamente tutti i settori dei servizi pubblici, compreso quello della nettezza urbana. A Parigi, in questi ultimi giorni, i cassonetti sono stracolmi e il governo ha quindi deciso di alzare il tono affinché “ognuno si assuma le proprie responsabilità”.
Ma non c’è discorso intimidatorio che tenga. Macchinisti, operatori ecologici, addetti ai servizi di pronto soccorso ospedaliero, Air France, SNCF, RATP confermano la proroga degli scioperi con un doppio intento: denunciare la legge sul lavoro e reclamare particolari rivendicazioni, come l’aumento di personale, la modulazione degli orari di  servizio e l’aumento dei  salari.
Né sono disposti a cedere agli attacchi che provengono anche dai mass media, come è avvenuto stamattina, a BFMTV, dove, il Segretario di Stato con delega allo Sport, Thierry Braillard, ha dichiarato che “alcuni in Francia se ne infischiano di vedere il loro Paese che accoglie una grande competizione”.
“Bloccare la Francia durante il campionato europeo di calcio 2016 è una forma di guerriglia sindacale. Siamo in una situazione di “fino all’ultimo sangue”, in una politica del peggiore” ha altresì dichiarato questa mattina,  su “France Inter”,  il ministro dello Sport Patrick Kanner.
“Ognuno si assuma le proprie responsabilità », ha aggiunto, poi, nel consiglio dei ministri bis. “I francesi, il mondo, il mondo sportivo, ma anche quelli che vogliono guardare al futuro con un po’ di prospettive positive aspettano l’ Euro 2016 e quindi non ammetto queste forme di blocchi sconsiderati del Paese ».
Quanto a Manuel Valls, volendo calmare la situazione burrascosa alla SNCF (Ferrovie dello Stato), aveva promesso ieri pomeriggio un intervento finanziario al fine di contribuire sia all’abbassamento del debito della Società di trasporti ferroviari che al rinnovamento della rete ferroviaria francese, con un primo versamento di 100 milioni euro in più nel 2017. L’intervento dello Stato sarà poi portato a 500 milioni l’anno da qui al 2020. “Uno sforzo che progressivamente raggiungerà i 3 miliardi di euro nel 2020, contro i 2,5 miliardi stanziati attualmente.
Resta da vedere, ora, se gli aiuti promessi da Valls a favore del settore ferroviario serviranno a calmare la protesta. Ancora ieri il traffico restava molto difficile: circolava un treno su due nella regione parigina e sei treni regionali su dieci, mentre 80% dei TGV funzionavano regolarmente.
“Affinché uno sciopero sia condiviso e capito, deve avere un senso logico e oggi questi scioperi non ce l’hanno”, ha rincarato la dose il ministro delle finanze Michel Sapin, su “France Info”.
Anche nei cieli, tuttavia, la « burrasca » non sembra fermarsi e infatti per i sindacati dei piloti di « Air France » i negoziati con la direzione non permettono di ritirare la minaccia di sciopero annunciato dall’ 11 al 14 giugno.
Tutto ciò ricorda quel che successe nel 1998: iniziava la coppa del mondo e uno sciopero dei piloti  paralizzava da dieci giorni la Francia. Soltanto un accordo in extremis aveva messo fine al conflitto sociale lo stesso giorno in cui iniziava il campionato. Ségolène Royal – la ministra  dell’ ambiente – ha affermato che “Tutte queste perturbazioni distruggono sul nascere molti posti di lavoro e incrementano la sofferenza di molte persone”.
Interrogato sulle conseguenze delle mobilitazioni sociali sulla crescita, Michel Sapin ha tuttavia risposto che  “globalmente, tutto ciò non comporta alcun reale impatto. Ma non è una scusa, non è il momento di mettere il bastone fra le ruote della crescita che ritorna”  sottolineando che oltre 160 000 posti di lavoro nel settore privato francese sono stati creati in dodici mesi, fino a fine marzo 2016.
“C’è un tempo per tutto e in questo momento deve prevalere l’unione nazionale. Il messaggio, è stato ben inteso e quindi credo che tutto questo disordine non serva a nulla” ha aggiunto inoltre Ségolène Royal, richiamando tutti ad un ampio senso delle loro responsabilità. Per Ségolène Royal, si tratta  ” dell’interesse nazionale del Paese, nel momento in cui la Francia sarà sotto i riflettori del mondo intero e dove, inoltre, arriveranno due milioni di persone per assistere all’ « Euro ».
Manuel Valls  ha avvertito i suoi oppositori che dietro l’angolo c’è una « destra » che intende approfittarne. “Bisogna saper mettere fine ad uno sciopero » ha detto François Hollande.
Ma i contestatari non vogliono mollare la presa. L’intersindacale (CGT, FO, Solidaires, FSU, Unef, Fidl et UNL) ha come obiettivo la manifestazione nazionale che si svolgerà a Parigi il 1 giugno e che prevede, altresì, ulteriori azioni di protesta il 23 giugno, giorno del voto al Senato della legge “El Khomri” e il 28 giugno,  giorno della consegna dei risultati della votazione cittadina.
“Dovremmo, forse, smettere di scioperare perché ci sono le alluvioni ? La risposta è NO. Dovremmo smettere perché c’è l’ Euro 2016? La risposta è NO » ha fermamente dichiarato Fabien Villedieu, il delegato sindacale « Sud-Rail » alla SNCF.
E non è finita qui, perché oggi diverse centinaia di manifestanti – militanti CGT – hanno bloccato l’ingresso principale del mercato internazionale di Rungis. « Il passaggio all’ingresso è completamente bloccato da tre ore. Siamo un migliaio sul posto», ha affermato  Miguel Fortéa, della  CGT Air France.
« Dei posti di blocco filtranti hanno creato grande confusione e dei cassonetti dati alle fiamme sono stati disposti lungo la strada », ha precisato il sindacalista.
Il movimento si ingrandisce, senza dubbio. A Parigi e  nell’ “Ile de France”, oltre che in diverse grandi città, la CGT ha annunciato azioni « a sorpresa ».
Alle variegate azioni si è aggiunto, inoltre, il blocco di alcuni siti di trattamento dei rifiuti. Nella regione parigina, la fabbrica d’Ivry-sur-Seine, la più importante della città di Parigi è bloccata da dieci giorni dagli operai della nettezza urbana  e la CGT « servizi pubblici” ha annunciato oggi stesso che il personale ha deciso di continuare lo sciopero fino a martedì, giornata di manifestazione nazionale contro la legge “El Khomri”.
La raccolta dei rifiuti rischia quindi  di rallentarsi nella capitale transalpina, visto che i conducenti dei principali garage dei camion-spazzatura della città di Parigi (Ivry Bruneseau, Ivry Victor Hugo, Romainville, Aubervilliers) sono tutti in sciopero.
Alla vigilia dell’apertura del campionato europeo di calcio, pertanto, la situazione diventa critica nella capitale, laddove la raccolta dei rifiuti domestici è garantita solo in un « arrondissement » su due. Ieri, il Comune ha chiesto alle forze dell’ordine di intervenire à Ivry-sur-Seine, nei due garage dei camion di raccolta bloccati dai militanti CGT.
Ma nulla e nessuna minaccia ferma le proteste sindacali che dispongono, malgrado le evidenti difficoltà nella mobilità cittadina, oltre che nei servizi pubblici, di un larghissimo consenso nazionale. “ Il movimento tende invece ad amplificarsi” , ha constatato un dirigente  Alcune società private cominciano ad essere colpite. Non siamo insomma  un movimento che dà segnali di cedimento. Anzi ».
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