DI MAURIZIO PATRICIELLO 

maurizio patricello

Il mondo politico italiano è in subbuglio per le recente tornata elettorale. Si fanno i conti. Nessuno ammette ferite da leccare, ma solo mani da stropicciare. È del tutto logico che l’ attenzione sia orientata verso il ballottaggio. Intanto a Ponticelli, in un agguato, vengono trucidate due persone: il capo di una delle mille gang di camorra e un incensurato. È normale che due giovani, di 25 e 19 anni, vengono massacrati? No. Anche se avevano scelto di mettersi contro il vivere civile. Se il quartiere dove l’ agguato avviene, poi è ancora e sempre Ponticelli, la cosa diventa ancora più preoccupante. Non è la prima volta infatti che in quella difficile periferia di Napoli avvengono omicidi anche in pieno giorno e sotto gli occhi dei bambini. Mentre Napoli si prepara per la grande sfida, prepotente, impietosa, drammatica riemerge la vera emergenza di questa città. La camorra non è un’ opinione, ma una terribile realtà. Non è morta e nemmeno moribonda, ma è viva e vegeta. La camorra porta all’ esasperazione la gente perbene, le rende la vita impossibile. Sa di poter contare sulla tolleranza di uno Stato che, fino a oggi, non ha voluto dichiararle guerra, come fece con il terrorismo. La camorra è la vera nemica della nostra preziosa gioventù. Non un trafiletto sui giornali dunque, merita, l’ ennesimo agguato di Ponticelli. Non è una semplice notizia di cronaca. Troppe persone pensano che “ finché si ammazzano tra loro possiamo stare sereni”. Non è vero. Non è così. Questo modo di pensare è una trappola nella quale non possiamo, non dobbiamo e non vogliamo cadere. Questi giovanissimi criminali si ammazzano per le strade. Dunque, la vita degli innocenti, a cominciare dai bambini, è sempre in pericolo. Nessuno può dirsi al sicuro. Questi criminali hanno preso in ostaggio interi quartieri, rendendo la vita della povera gente un inferno. Lo fanno apposta per spingere i residenti ad andare via. Ma dove vanno? Approfittiamo di questo articolo anche per dare la nostra solidarietà al parroco della diocesi di Nola che al primo accenno di un altro insopportabile, blasfemo, pericolosissimo inchino della statua della Madonna verso la casa del boss ha ripiegato la stola e ha lasciato la processione. “Loro” si nutrono di questi gesti. Li caricano di un significato simbolico. “Loro” vogliono convincere gli ingenui che la camorra non è “ altro” dalla società, ma è funzionale a essa. Che dappertutto ci sono imbrogli e malaffare. Che dappertutto c’è gente corrotta e collusa. E quando dal mondo politico, civile, amministrativo, religioso vengono a galla reati e soprusi, loro sono felicissimi. È la prova che avevano ragione. Il mondo è questo e tu, ingenuo, vorresti cambiarlo? Per questo motivo non temono nemmeno le pattuglie della polizia. Conoscono le leggi. Sanno quanto rischiano commettendo questo o quel reato. Sanno di poter contare su una schiera innumerevole di aspiranti malviventi. Veri postulanti alla ricerca di una “casa”. La povertà cronica, in questi anni si è trasformata per centinaia di famiglie in vera e propria miseria. La miseria è devastante. Orripilante. La miseria ottunde la mente e il cuore. Li indurisce. E quando a trascinarsi nella miseria nera sono i tuoi genitori, i tuoi fratelli, i tuoi bambini, è probabile, molto, molto probabile, che si ceda. La prossima amministrazione di Napoli deve ripartire da Ponticelli, da Forcella, dalla Sanità, dai Quartieri spagnoli, da Scampia. E se i napoletani colti e benestanti hanno davvero compreso la gravità della situazione non possono non dar man forte a questo nobile progetto. Troppo sangue giovane, anche se non innocente, è stato versato a Napoli. E mentre a Ponticelli si continua a uccidere con le pistole, a Casal di Principe le ruspe della Forestale ritornano a scavare nei luoghi indicati venti anni fa dal camorrista, poi collaboratore di giustizia, Carmine Schiavone. Nei luoghi individuati dall’eroico poliziotto Roberto Mancini. Luoghi conosciuti e volutamente dimenticati. Per decenni. E da quelle terre, naturalmente, riaffiorano i veleni occultati. Veleni che non potevano, non possono che avvelenare i cittadini. Checché ne dicano coloro che vorrebbero chiudere in fretta questa vergognosissima pagina di storia che vede camorristi, industriali disonesti e politici corrotti o collusi andare a braccetto come tre sorelle devote. Occorre chiudere con la camorra. Per farlo non bastano gli eroi isolati o improvvisati. Non bastano piccole soluzioni e buona volontà. Per farlo occorre un’ azione di forza congiunta. Occorre che la politica locale, regionale, nazionale metta in agenda, in prima pagina, la lotta a questa emergenza antica e sempre nuova. E non la cancelli fino alla vittoria. Padre Maurizio Patriciello.

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