DI ELEONORA DE SANCTIS
eleonora de sanctis
Lo rivela la Covip (Commissione di vigilanza sui fondi pensione). Nel 2015 i lavoratori iscritti a fondi di previdenza integrativa hanno raggiunto la quota di 7,2 milioni. Un aumento del 12,1% rispetto al 2014. Questa crescita delle iscrizioni, dovuta soprattutto al boom all’inclusione automatica prevista dal contratto degli edili, sembrerebbe riguardare solo le iscrizioni e non i versamenti, che al momento sono limitati al solo contributo datoriale. Come sottolinea il presidente della Commissione, Mario Padula, “rimane diffuso il fenomeno delle interruzioni contributive soprattutto fra le adesioni individuali dei lavoratori autonomi. Nel 2015 quasi 1,8 milioni di iscritti alla previdenza complementare non ha effettuato nessun contributo“.
La percentuale degli astenuti al versamento nel 2015 è stata del 45% per gli autonomi e del 18% per i dipendenti.
Fra coloro che invece hanno versato, il tasso di adesione alla previdenza integrativa è stato del 24,2%, rispetto al totale degli occupati. L’indice più alto è dei dipendenti del settore privato (31%) e dei lavoratori autonomi (19%), mentre i dipendenti pubblici arrivano appena al 5,2%. Sensibilmente più bassa invece è la percentuale tra i giovani, le donne e al Sud Italia.
Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, intervenendo alla Camera, durante la presentazione della relazione della Covip, dalla quale emerge che su i 7,2 milioni di lavoratori iscritti, un quarto di essi ha interrotto il versamento dei contributi, cerca soluzioni: “Ci sono contesti in cui la percentuale di adesioni ‘può essere’ significativamente aumentata” quindi ” dobbiamo trovare gli strumenti che promuovano questa possibilità“.
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